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Cosa fare se la pompa per irrigazione perde pressione? Soluzioni rapide prima di doverla sostituire

📅 26 Agosto 2026✍️ di Giorgio Taverini⏱️ 6 min di lettura

Quando l’acqua ai tuoi irrigatori cala a filo, la prima reazione è pensare che la pompa sia da buttare. Fermati un attimo: nella maggior parte dei casi è un problema risolvibile in poche mosse, senza aprire il portafogli. In queste righe ti guido a una diagnosi rapida e a interventi mirati, nati da anni di tentativi tra colline, orti e filtri impolverati. L’obiettivo è ripristinare la pressione oggi e prevenire nuovi cali domani.

Riconosci il problema: sintomi e cause probabili

Se la pressione scende su tutto l’impianto, pensa a ostruzioni o aspirazione d’aria in ingresso. Se cala solo su un settore, il collo di bottiglia è a valle: valvole parzialmente chiuse, ugelli sporchi, ali gocciolanti intasate.

Le cause più comuni che vedo in giardino sono tre: filtro intasato (sabbia, limo, alghe), perdite d’aria sul lato aspirazione (fascette lente, teflon consumato, raccordi ovalizzati) e valvola di non ritorno che non tiene, con la pompa che si disinnesca a riposo.

Se senti un rumore di ghiaia o vibrazioni metalliche, potresti avere Cavitazione: entra aria o la pompa lavora oltre il suo campo, erodendo girante e riducendo resa. Anche un prefiltraggio mancante o grossolano accelera l’usura.

Non trascurare il vaso di espansione: se la membrana ha perso azoto o è bucata, la pompa cicla in continuo. Risultato: picchi e buchi di pressione, spreco di energia e stress meccanico.

Diagnosi veloce in 10 minuti

Prima verifica la lettura del manometro a riposo e in esercizio. Se l’ago balla o oscilla rapidamente, c’è aria nel circuito o il pressostato è mal tarato.

Controlla il filtro principale: apri, estrai la cartuccia o la retina e lava dal lato interno verso l’esterno. Se trovi melma verde o sabbia nera, hai già la tua spiegazione.

Ispeziona l’aspirazione: fascette strette? Raccordi segnati? Passa una soluzione saponosa sui giunti mentre la pompa gira: se compaiono bolle, aspira aria. Sigilla con nuovo nastro in PTFE ben orientato e, se serve, sostituisci gli O-ring.

Verifica la valvola di fondo o di non ritorno. Se l’impianto perde il priming a ogni stop, l’acqua defluisce indietro. Smonta, pulisci e prova a soffiare: se passa aria nel verso sbagliato, cambiala.

Riduci il sistema al minimo: collega una sola linea di prova con tubo corto e diametro generoso. Se la pressione torna, il problema è a valle (strozzature, gocciolatori saturi, settori troppo lunghi). Se resta bassa, è a monte (aspirazione, girante, o motore).

Controlla la tensione di alimentazione mentre la pompa avvia: cadute di tensione da prolunghe sottili fanno perdere spunto e portata. Usa cavo adeguato e presa stabile.

Se il cestello pescante è in un pozzo poco profondo, misura il dislivello e valuta la Pressione idrostatica disponibile: a fine estate il livello cala e la pompa “beve” più fango e aria.

Soluzioni rapide che funzionano

Pulisci e, se necessario, sostituisci il filtro in aspirazione con una maglia coerente con la tua fonte: 80–120 mesh per acque superficiali, 50–80 mesh per cisterne pulite. Meglio due stadi: un pre-filtro grossolano e uno fine a valle.

Rinnova le tenute: nastro PTFE fresco (avvolto nel verso di serraggio), O-ring in EPDM e fascette a norma, non le economiche che si ovalizzano. Ogni giunto aspirante deve essere ermetico.

Riposiziona il pescante almeno 30 cm sopra il fondo e lontano dalle pareti del pozzo. Aggiungi una valvola di non ritorno di qualità con cestello in acciaio e rete inox.

Sfiata l’impianto: apri il punto più alto e fai uscire l’aria con la pompa in funzione a bassa portata. L’aria intrappolata riduce pressione e favorisce cavitazione.

Regola il pressostato: imposta il valore di attacco circa 0,2 bar sopra la richiesta minima dei tuoi irrigatori e lo stacco 1–1,5 bar oltre. Se hai vaso di espansione, precarica il serbatoio 0,2 bar sotto la pressione di attacco, misurando a impianto scarico.

Accorcia e allarga: su tratte lunghe, passa a diametri maggiori per ridurre le perdite di carico. Evita gomiti stretti e T non necessarie: ogni curva è un freno invisibile.

Quando la colpa non è della pompa

In annate secche, la fonte cala e arriva più sedimento. Se usi acque superficiali, pianifica una pulizia filtri più frequente e una maglia più fine nei periodi di fioritura algale.

La geometria dell’impianto conta. Se alzi di molto gli irrigatori rispetto alla pompa, ogni metro di dislivello “mangia” circa 0,1 bar. Ridisegna i settori: meno altezze miste, più linee dedicate.

Microirrigazione e pop-up non vanno sempre d’accordo. Gocciolatori autocompensanti richiedono una finestra di pressione stabile; pop-up chiedono colpi di portata. Se mischi, la pressione percepita crolla. Separa i circuiti.

Infine: il clima. Con vento secco e caldo, percepisci meno resa agli irrigatori perché l’acqua nebulizzata si disperde. Passa a ugelli antinebbia o a microirrigazione a goccia nelle ore fresche.

Errori comuni da evitare

Lasciare la pompa a secco anche solo pochi minuti. È la via rapida alla Cavitazione e all’usura della girante.

Montare filtri troppo fitti senza adeguare il diametro o la superficie filtrante. Risultato: cadute di pressione costanti.

Usare prolunghe elettriche sottili: il motore soffre e la portata cala. Dimensiona il cavo in base ai metri e all’assorbimento.

Stringere fascette sopra tubi ovalizzati o screpolati. Cambia il tratto: non si sigilla un ovale con forza, ma con pezzi integri.

Dimenticare il vaso di espansione: senza precarica giusta la pompa “pendola”, si accende e spegne di continuo e perde pressione utile.

Se fossi al posto tuo… la mia presa di posizione

Se fossi al posto tuo, prima spenderei un’ora su tenute, filtri e regolazioni: sono gli interventi con il miglior rapporto tempo/risultato. Sostituirei la valvola di fondo, riposizionerei il pescante, ritarerei pressostato e precarica. Passerei a un pre-filtro trasparente in aspirazione (così vedi lo sporco) e a un filtro a Y in mandata.

Solo dopo, e solo se trovi: corpo pompa crepato, albero con gioco evidente o motore che scatta e scotta, valuterei la sostituzione. Altrimenti, con quei ritocchi torni in pressione e allunghi la vita dell’impianto.

Per il futuro, semplifica: circuiti separati per goccia e irrigatori, diametri generosi in aspirazione, meno curve, più prevenzione. Non inseguire bar “di targa”: punta alla stabilità operativa nella finestra che serve alle tue colture.

Checklist operativa finale

  • Spegni, scarica la linea e controlla manometro e pressostato.
  • Pulisci pre-filtro e filtro principale; adegua la maglia alla tua acqua.
  • Rinnova teflon e O-ring su tutti i raccordi in aspirazione; stringi fascette di qualità.
  • Verifica e sostituisci la valvola di non ritorno; riposiziona il pescante lontano dal fondo.
  • Sfiata l’impianto dai punti alti; elimina bolle d’aria persistenti.
  • Imposta attacco/stacco coerenti e precarica il vaso 0,2 bar sotto l’attacco.
  • Prova con una linea corta a diametro maggiore: se la pressione risale, ridisegna i settori.
  • Correggi cablaggio e prolunghe: sezione adeguata, niente avvolgicavo stretto.
  • Ascolta la pompa: se “frigge” o vibra, indaga su Cavitazione e ostruzioni.
  • Programma manutenzione: controllo filtri e tenute ogni 2–4 settimane in alta stagione.

Con questi passaggi riporti la pompa in una zona di lavoro sana, eviti sostituzioni premature e, soprattutto, dai continuità all’irrigazione che serve a orto e frutteto per attraversare l’estate senza stress.

Giorgio Taverini

Giorgio ha passato oltre trent'anni a sperimentare tecniche agroecologiche nel suo giardino sulle colline bolognesi. Appassionato di fruttiferi antichi e biodiversità, ama aiutare i lettori a recuperare varietà dimenticate e preservarle negli spazi domestici.

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